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giovedì, marzo 25
Entrano 22 occhi curiosi a rubare particelle di gioia; sembra ci riescano, ma poi no.. resta tutta lì la gioia, abarbicata sulla scia di quegli arcobaleni volanti. Note che vengono da lontano accarezzano le sue mani magicamente in movimento. Silenzio tanto carico da richiedere un detonatore. Sta per implodere, ma poi no.. Notes: E' stupido fingere di essere invisibili Spazzar via la prudenza, mostrarsi fin dentro l’anima..
Ah Hiro.. se oggi non ci fossi stato tu.. avrei picchiato qualcuno.. In realtà, per altro, al posto di questo post avrei dovuto trascrivere tutta una serie di lamentele, di dissapori che sto vivendo ultimamente, ma lui mi ha resa di buon umore, e così.. GRAZIEEEE!! Allego foto di ULBABRAB x farti contento.. Is this our last chance to say all we have to say Strange world people talk and tell only lies And this is the place where everything begin and ends again Strange world people talk and tell only lies Strange world people talk sometimes I wonder why
Leccami. Traccia insostenibili percorsi di saliva sul mio addome e sui seni. La tua lingua, lumaca imbarazzata, segnerà un cammino indecente. E non sorridere se chiudo gli occhi: è solo perchè non voglio perdere nulla, e perchè ad ogni impercettibile movimento delle tue labbra, segue nella mia immaginazione, già il prossimo. Baciami. Lascia le tue impronte orali dappertutto. Svegliami. Le braccia, i fianchi: tutto reagirà ai tuoi stimoli, ed il resto di me, inerme, godrà nel guardare. Toccami. Lucida con accurati gesti questo mio corpo che desideri tanto. Perdura, temporeggia. Scardina il mio assetto infruttifero; elargisci amore. E poi guardami. Guarda le mia mani che ti cercano, i miei seni impellenti, le cosce vivide nell' arsura, che ti accompagnano al più grande dei miei misteri: il sapore del mio sesso. Non trascurare ciò che potrebbe essere tuo. Piuttosto vivilo, e poi dimmi.
Dalla fucina dei racconti BiancoPiccolo: La donnaculo. C’era una volta, su un palcoscenico di messina, una strana ragazza; una che, se l’aveste vista per strada, non le avreste dato neppure 2 lire, eppure si, lei recitava proprio su quel palcoscenico lì, e si chiamava la donnaculo. Ella, aveva trascorso i migliori anni della sua vita a dimostrare di avere un sensibile valore intrinseco, elencando ad interlocutori annoiati i numerosi libri che aveva letto, o sostenendo di essere una cantante di talento, meritevole di essere seguita nelle sue bizzare tappe canore. Ben presto, tuttavia, dovette necessariamente rendersi conto del nome-funzione che le avevano affidato alla nascita (fenomeno che aveva finora ignorato) e rassegnarsene. Realizzò quanto fosse calzante l’epiteto donnaculo, una sera di marzo, quando, durante lo spettacolo, il partner l’arrovesciò rovinosamente sul letto, agevolando una visuale precisa delle sue terga. Alla fine della commedia inscenata, notò con stupore, che la gente le faceva complimenti solo per le sue coreografie kamasutriane, e non per la sua interpretazione drammatica che, per quanto mediocre, avrebbe dovuto avere comunque un valore.. Proprio no: la sua espressività mimica o dialogica, era stata irreversibilmente surclassata, dall’espressività del suo culo. E allora, a questo punto che dire?? Mi chiamo Francesca, e questo pomeriggio h17,30 mi esibirò in tutto il mio didietro alla Sala Laudamo in Messina, con la commedia CAMERE DA LETTO. Si consiglia binocolo per le ultime file. Vi aspetto numerosi.
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